ARTISTI “GONFIABILI”

Conosciuta anche come “Inflatable art”, l’arte gonfiabile è stata sperimentata nei primi del ‘900 ed è esplosa con la Pop Art.

Forme sconosciute e nuove sensazioni, voglia di attirare l’attenzione su problemi contemporanei, nomade per eccellenza, ludico per inclinazione, l’oggetto gonfiabile vive ancora momenti di trionfo dopo il successo degli Anni ’60 quando Andy Warhol, con le sue Silver Clouds, lo consacrava oggetto d’arte.

 

Non solo piccoli oggetti e non solo provocazioni artistiche, al contempo, l’arte gonfiabile è stata sperimentata nelle architetture di grandi dimensioni, in scenografie ed installazioni. Infatti dalla scenografia all’architettura il passo è breve per quella che definiscono “performance-sculpture” ovvero la progettazione di sculture ed ambienti completamente gonfiabili.

 

 

LAW OF THE JOURNEY

Law of the Journey di Ai Weiwei
L’artista e attivista cinese Ai Weiwei ha progettato un’opera di 70 metri composta da manichini gonfiabili che rappresentano migranti senza volto. Obiettivo? Denunciare la sofferenza dei popoli migranti e la politica di austerità della Repubblica Ceca.

 

IL CALAMARO GIGANTE

Filthy Luker e Pedro Estrellas utilizzano “il gonfiabile” come mezzo di espressione. Uno degli interventi più ricorrenti durante gli ultimi venticinque anni è stato quello dell’attacco del calamaro gigante gonfiabile. Un’installazione che ha “attaccato” città di tutto il mondo, da Taiwan o Taipei in Asia a Monterrey in America del Nord, fino a Copenaghen, Dublino, Maubeuge in Europa. Per realizzare queste opere vengono utilizzati tentacoli gonfiabili da 4 a 10 metri di lunghezza, fissati in diverse finestre o terrazze dello stesso edificio in modo che sembri che il calamaro stia invadendo l’intero palazzo.

 

UNA SCALA COLORATA

La monumentale installazione di Paola Pivi fece la sua comparsa nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze nel dicembre 2015. La colorata scala gonfiabile, alta oltre 20 metri, voleva significare il passaggio tra antico e moderno nella civiltà e nell’arte.

 

FLOATING GIANTS

Max Streich è un artista scultore canadese residente a Toronto. Queste opere sono realizzate con involucri di nylon, vinile o Tyvek, un tessuto simile alla carta, ma molto resistente. Queste enormi figure galleggiano nell’aria appese al soffitto o si “muovono” spinte dalle correnti d’aria.

 

IL RAGNO FUORI SCALA

Il ragno fuori scala di Jackson Tan a Singapore

Un mega ragno gonfiabile alto più di 10 metri. È l’installazione di Jackson Tan a Singapore che fa parte dell’opera intitolata Art-Zoo.

 

OPTIONAL

Un grande cervello gonfiabile trasparente è l’opera realizzata dal giovane Renato Meneghetti ed esposta prima a Roma in occasione di The Road To Contemporary Art 2010, e poi a Bologna in Piazza Galvani.

 

LA BALLERINA

Ballerina seduta di Jeff Koons
Jeff Koons è stato ospite fino a giugno del Rockfeller Center di New York con la prorompente Ballerina seduta, un’opera gonfiabilealta circa 15 metri che sembra metallo, in collaborazione con Art Production Fund e Kiehl’s.  per quest’opera si è ispirato a una bambolina di porcellana russa degli inizi del XX secolo, trasformata in una monumentale scultura gonfiabile.

 

BIG AIR PACKAGE

Big Air Package di ChristoL’opera è di Christo, 2013, è tra le prime realizzate dopo la morte della compagna Jeanne-Claude. A Oberhausen, nella Ruhr, diede vita a un’installazione nel gasometro cittadino, dove creò un pallone di oltre 100 metri di altezza.

 

ART NOVA

Creata nel 2013 dall’architetto Arata Isozaki e dall’artista Anish Kapoo e presentata al Festival di Lucerna, è la prima sala concerti gonfiabile al mondo. Fu concepita come un teatro itinerante per riportare arte e bellezza tra le città colpite dal terremoto del 2011 e dallo tsunami in Giappone. Realizzata con una sottile membrana elastica viola, appare come un palloncino viola e ha gli interni in legno.

SCATTERED CROWD

Scattered Crowd di William Forsythe
Creata da William Forsythe, l’installazione è formata da centinaia di palloncini bianchi che fluttuano nell’aria e creano un percorso emotivo statico ma in continuo movimento. Come spiega lo stesso Forsythe, l’obiettivo è quello di forzare il pubblico a interagire con la struttura fino al punto che palloni, persone e musica facciano parte della stessa opera d’arte.
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